AI e lavoro: cresce l’adozione nelle imprese italiane, competenze e formazione diventano decisive – Innovation Hub

AI e lavoro: cresce l’adozione nelle imprese italiane, competenze e formazione diventano decisive

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane accelera sensibilmente. Secondo il rapporto “L’IA nel mercato del lavoro italiano – Professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”, realizzato da Anitec-Assinform e Politecnico di Torino, tra il 2024 e il 2025 e pubblicato nel mese di aprile 2026, la quota di aziende che utilizza almeno una soluzione di AI è più che raddoppiata, passando dall’8% al 16,4%.

Il dato conferma un crescente interesse del sistema produttivo verso le tecnologie intelligenti, pur in un contesto in cui l’Italia resta ancora al di sotto della media europea, pari al 20%. Il divario è particolarmente evidente tra grandi imprese e PMI: le prime guidano la transizione, con un tasso di adozione vicino al 50%, mentre le piccole e medie imprese incontrano maggiori ostacoli legati a risorse finanziarie, competenze tecniche e manageriali, infrastrutture digitali e governance dei dati.

L’impatto dell’AI sul lavoro appare però differenziato. Per i profili senior e ad alta qualificazione, l’intelligenza artificiale si configura soprattutto come uno strumento di potenziamento delle capacità professionali, con incrementi di produttività stimati tra il 12% e il 37%. Più complessa è invece la situazione delle figure junior, in particolare nelle professioni tecniche e creative, dove l’automazione di attività di supporto, analisi preliminare e produzione di contenuti può ridurre alcune tradizionali opportunità di ingresso nel mercato del lavoro.

Nelle imprese italiane più esposte alla transizione tecnologica si registra già una flessione dell’occupazione junior pari al 5,8%. Una tendenza che richiama quanto osservato in mercati più maturi, come Regno Unito e Stati Uniti, dove l’impatto dell’AI sulle posizioni di ingresso risulta ancora più marcato.

Il rapporto di Anitec-Assinform e del Politecnico di Torino evidenzia quindi la necessità di accompagnare l’adozione tecnologica con un rafforzamento strutturale delle competenze. Le raccomandazioni di policy individuano nella formazione, nell’upskilling e nel collegamento tra imprese, università, istituzioni e associazioni imprenditoriali i principali fattori abilitanti per una transizione efficace e inclusiva.

Particolare attenzione viene posta al ruolo dei Digital Innovation Hub e dei Competence Center, considerati snodi fondamentali per favorire il trasferimento tecnologico verso le PMI e sostenere percorsi di innovazione accessibili anche alle imprese meno strutturate. Accanto alle competenze tecniche, il rapporto richiama inoltre l’importanza di capacità critiche, manageriali e umanistiche, necessarie per integrare l’AI nei processi aziendali in modo consapevole e responsabile.

Per il sistema produttivo italiano, la sfida non è dunque soltanto adottare nuove tecnologie, ma governarne gli effetti sull’organizzazione del lavoro, sulla crescita delle competenze e sull’inclusione delle nuove generazioni nei percorsi professionali.

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